BOLOGNA - Un Terminal ad hoc, quello Est, dedicato interamente ai passeggeri Ryanair che dovranno imbarcare un bagaglio di stiva o recarsi al banco controllo visti-immigrazione (passeggeri non Ue). Questa la novità che troveranno i passeggeri nei prossimi mesi all'aeroporto Marconi, dove stanno per partire i lavori per il restyling. I terminal dedicato a Ryanair sarà operativo per tutta la durata dei cantieri.
I LAVORI - Si potranno seguire i lavori, di giorno in giorno, su Twitter (http://twitter.com/BLQairport) e sulla nuova sezione del sito web dell’aeroporto (www.bologna-airport.it/riqualifica). L’obiettivo è quello di preparare il Marconi per i 7 milioni di passeggeri previsti, e per renderlo più efficiente e rapido nei servizi. I lavori di riqualificazione e ampliamento che, inizieranno il 7 novembre e dureranno per circa due anni, sono stati presentati dalla presidente di Sab, Giada Grandi, e dal direttore generale, Armando Brunini. Costo dell’operazione: 23 milioni di euro.
IL RESTYLING - Per intralciare il meno possibile le attività, questi cambiamenti saranno eseguiti in cinque lotti successivi e, consentiranno anche di ampliare del 40-50% gli attuali spazi commerciali, con anche il duty free di passaggio e di un ristorante-negozio con prodotti tipici bolognesi. E’ inoltre prevista la realizzazione di cinque pontili, di cui due dotati di ‘fingers’, per l’accesso diretto dal Terminal agli aerei, ed un nuovo impianto ‘Bhs’ per la gestione automatizzata dei bagagli in partenza. Per raggiungere il Terminal Est, che sarà attivo dal 21 novembre, è stata attivata una nuova fermata dell’aerobus Blq, posizionata prima del capolinea ‘Aeroporto’. I due terminal saranno poi collegati da un nuovo trenino, il Blq Express. Terminati i lavori, il Terminal avrà una grande porta d’accesso al piano terra, unificata per i passeggeri in arrivo e partenza, mentre le singole aree saranno caratterizzate da diversi colori per facilitare il flusso dei passeggeri: rosso per la zona check-in, giallo per gli imbarchi e, azzurro per gli arrivi.
FONTE: Valeria Mazzuca, Corriere della Sera
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