sabato 28 marzo 2009

Milano-Roma. Treno o aereo? O forse è meglio il low cost?

Due giornalisti di Repubblica hanno viaggiato da Milano a Roma, uno in treno e l'altro in aereo, partendo alla stessa ora da piazza Duomo. Risultato: l'aereo vince la sfida, ma a caro prezzo
Sulla rotta Milano-Roma si scopre la concorrenza. E la battaglia tra i due gestori del traffico, Cai e Trenitalia, si è accesa da quando i Frecciarossa si sono proposti come ragionevole alternative al Linate-Fiumicino di pendolari del business. Grandi strategie che abbiamo provato a indagare.

Risultato: dal centro di Milano a quello di Roma si arriva prima in aereo (3 ore e 23 minuti) che in treno (4 ore e 30), considerando in entrambi i casi tempi morti e attese per venti minuti: ma il contrappasso è il prezzo molto maggiore del biglietto Airbus (quasi 250 euro, per un totale, taxi compresi, di 306,09 euro) rispetto al Frecciarossa (93,10 per una prima classe, in tutto fa 119,10). Come dire che il “supplemento rapido” per quell’ora abbondante in meno (67 minuti, per la precisione) è salatissimo: circa 2 euro e 34 centesimi a chilometro, che se si aggiungono i taxi, più costosi se si deve raggiungere l’aeroporto, salgono a 2 euro e 79. E il margine si va restringendo.

Le tre ore e mezzo di attuale percorrenza diventeranno tre a dicembre con l’entrata in esercizio della nuova linea Bologna-Firenze. E già oggi è percepibile come siano alcuni nodi ben identificati quelli dove la macchina dell’Alta velocità rallenta. Non è dunque impossibile rosicchiare quei 70 minuti che ancora separano i due mezzi dalle destinazioni finali e cioè fuori dai terminal di trasporto e dentro le città. Certo le compagnie aeree non staranno a guardare e cercheranno di accelerare le operazioni d’imbarco e, magari, tagliare i prezzi. E il vantaggio sarà di chi viaggia.


IL VIAGGIO IN TRENO (di Filippo Azimonti)

La promessa di raggiungere Roma in tre ore e mezzo non verrà mantenuta, mancata per una manciata di minuti: pochi, ma bastano ad ammutolire gli altoparlanti di Trenitalia che altrimenti avrebbero informato del successo il viaggiatore. Sono, infatti, le 11.53 quando il Frecciarossa 9509 (che rossa non è ma di un meno elegante grigio) partito da Milano Centrale alle 8.15 arriva a Roma Termini: otto minuti di ritardo sulla sua tabella di marcia e un’ora e mezzo sull’aereo Cai decollato alle 9 da Linate, che neppure la destrezza di un tassista riuscirà a colmare.

Per mettere a confronto treno e aereo la partenza era fissata in piazza Duomo alle 7.30, l’arrivo in piazza Navona. E al “via” dell’e sperimento nella piazza più turistica di Milano anche se a un orario poco turistico (7.37) di taxi ce ne sono tre. L’ultimo dei quali, in 7 minuti e per 11 euro, arriva alla Centrale in ristrutturazione: Galleria delle Carrozze affollata e indicazioni Frecciarossa che puntano alla scala “immobile” facendo mancare la sperimentazione di quelle mobili “appostate” solo qualche metro all'interno. Ma è meglio così perché chi vuole sperimentare la velocità, difficilmente apprezzerà la passeggiata obbligata fra vetrine di negozi ancora da venire imposta a chi non vuole affrontare gli scalini di pietra.

Bella partenza per una sfida impossibile: per quanto ad handicap dalla remota Fiumicino, anche la gara fra tassisti romani sui diversi percorsi in direzione di piazza Navona non poteva che concludersi a favore di chi a Roma era arrivato in aereo. Anche se molte dei rallentamenti nell’incrocio tra la vecchia e la nuova linea forse potrebbero essere limati anche prima dell’entrata in funzione, a dicembre, della BolognaFirenze con le sue tre ore di percorrenza totale annunciate.

Certo chi ha preferito l’aereo «si è perso il paesaggio», nota una passeggera della carrozza numero 4 ben contenta che oltre gli ampi finestrini scorra una campagna che si spezza solo nell’oscurità dei lunghi tunnel appenninici più spesso che nelle nebbie delle polverose trasparenze barriere antirumore. Ma è un paesaggio sfuggente che ha perso i suoi punti di riferimento: la lunga teoria di stazioni, stazioncine, caselli che punteggia la Milano-Roma lungo tutti i suoi 585 chilometri. Restano i grandi snodi che sono tali anche per la futuristica alta velocità: 8.23, a otto minuti dal via, si rallenta, ci si ferma e poi, pian piano, si supera Rogoredo prima che, alle 8.28, si cominci a prendere davvero velocità.

Se Cai si preoccupa per i coefficienti di riempimento, anche Trenitalia, nel generale aumento d’utenza, qualche domanda se la starà facendo. La carrozza 4 ha 50 posti, ma solo 18 sono occupati: 13 uomini, 5 donne, 6 computer portatili in funzione, cellulari che squillano per conversazioni più che discrete. Per loro prima i giornali, poi una piccola colazione e qualche spot di Trenitalia sui nuovi servizi. Che il treno stia prendendo velocità lo si capisce dai cigolii che si trasformano senza gran fastidio in un fischio quando il 9509 supera di slancio il nuovo ponte sul Po alle 8.41. Poi i punti di riferimento svaniscono e lo sguardo si posa solo sui materiali accanto alla linea che attendono il montaggio.

Solo alle 8.54 si avvista la sagoma familiare della Barilla prima di un brusco stop. Sono le 9.16, ma in un paio di minuti il problema, quale che fosse è risolto e il Frecciarossa si lascia sulla destra una lenta litorina azzurra che arranca verso Bologna. Al 9509 è riservato il rapido transito lungo il binario 3 e sono le 9.27 quando i primi 200 km sono stati superati in 72 minuti. Il paesaggio dopo le prime salite appenniniche viene ingoiato dalle gallerie, insidiose per le comunicazioni telefoniche fino al punto da bruciare rapidamente i modesti crediti delle chiavette Internet. Firenze è vicina nella versione Rifredi (10.18), a dieci minuti dall’ultima galleria, e Campi di Marte (10.23): altri 100 km dietro le spalle in 56 minuti.

Si accelera, i campi che erano marroni per le arature qui diventano gialli compaiono le colline. Tutto a gran velocità fino alle prime costruzioni della periferia romana e poi, alle 11.39 lungo i binari dello scalo Tiburtina è “stop and go” fino alle 11.50 quando un altro Frecciarossa che viaggia in direzione Milano sfila al fianco della motrice 9509 che riprende la sua marcia di avvicinamento a Termini finalmente raggiunta alle 11.53. Fine corsa e corsa ai taxi che attendono in fila disordinata in via Marsala. Ma bastano un paio di minuti per salire a bordo e dare indicazioni per piazza Navona. Che si raggiunge con un percorso tortuoso ma a prova di corteo, protesta e auto blu anche se non di folle di turisti in gita in una quindicina di minuti per altrettanti euro. E il panorama, anche umano, della piazza, vale davvero la spesa.


IL VIAGGIO IN AEREO (di Arturo Buzzolan)

Taxi, aereo e ancora taxi: dal Duomo a piazza Navona in tre ore e 23 minuti, solo centottanta secondi in più rispetto a quanto spera e promette l’ad di Alitalia Rocco Sabelli. E ben 77 minuti in meno del treno: un vantaggio pagato a caro prezzo, però, visto che la differenza – e parliamo della prima classe del Frecciarossa – sfiora i 200 euro. Venti minuti in taxi da piazza Duomo a Linate, totale 16 euro e 40.

Sono le otto in punto quando si spalancano le porte automatiche del Forlanini: e subito appaiono una decina di check-in automatici Alitalia dove si può scegliere il proprio posto inserendo il numero del biglietto. Biglietto già pagato il giorno prima: Air One Milano-Roma Ap2925 delle ore 9, ben 249 euro e 69 centesimi, e va ancora bene. Quindi: digiti il codice, digiti il cognome, ecco qua. Invece niente. Riprovi e no, la macchinetta non ti “riconosce”. Serve l’aiuto umano: che si palesa poco più in là, un cortese giovanotto munito di cartellino “Milano Linate — Roma Fiumicino”. Meglio di così. E lui cortesissimo spiega: «Il numero del suo biglietto comincia per 037, vero? Allora deve fare l’accettazione tradizionale al banco. Il checkin automatico riconosce solo lo 055, Alitalia». Ma non è la stessa azienda, ormai? «Sì, ma l’adeguamento informatico non è ancora completato. Provvederanno presto… insomma, tra un po’».

Uno penserebbe che chi vola Alitalia ha sempre i suoi privilegi, poi però si scopre che a Linate i totem del check-in veloce ce li hanno anche British Airways (tre), Air France (altri tre), Lufthansa (uno), eccetera. Poco male. Di gente al Forlanini non ce n’è poi molta, le epiche code mattutine al bar sono un ricordo e anche ai banchi accettazione della nuova Alitalia — quattro col verde della compagnia di bandiera, altrettanti ancora tenacemente marchiati Air One — si va spediti. Basta un minuto. L’imbarco è alle 8,35. Ma, davanti al serpentone di nastri blu che conduce ai controlli a raggi X ci si accorge di una porticina bianca sulla sinistra. Un cartello, “Fast Track”, e un banchetto con una hostess. Eccola, la famosa corsia preferenziale per dribblare le noiose procedure post 11 settembre. Preclusa ai comuni mortali, però. Passa solo chi ha la tessera vip della Sea, di AirOne o di Alitalia.

«Diventa preziosa dopo le cinque del pomeriggio, quando c’è il ritorno a Roma in massa…» ridacchia l’hostess. Ma ora per fortuna il serpentone blu, quello per i “non soci”, è semivuoto. Si fa in fretta. E non è solo questione di poca gente. Sembra che la concorrenza col treno abbia decisamente snellito le procedure. Basta la carta d’imbarco, nessuno chiede anche il documento. Il metal detector fa bip bip, uno è già pronto a togliersi la cintura, invece no, «avanti avanti» fa l’addetta con un sorriso. Ore 8,37, verso l’imbarco in mezzo a scaffali di cravatte, orologi, completini intimi, telefoni. Ore 8,40: niente carta d’identità anche al gate, si sale sulla navetta.

Breve attesa, poi ci si ritrova sotto la pancia dell’aereo: un Airbus 320-200 in servizio da un solo anno, bollino verde ecologico sulla fiancata. Interni immacolati, poltrone di sky grigio con video nei poggiatesta e fessura per carte di credito, tanto spazio per le gambe. E qualche regola: «Il computer si può usare — spiega uno steward — ma solo con il segnale di “cinture slacciate”. Telefonino? Certe compagnie lo permettono in modalità offline, cioè senza connessione di rete, ma AirOne è inflessibile: va spento». Due posti su tre occupati, lieve ritardo: le porte si chiudono alle 9,03, quando sale a bordo un equipaggio in trasferimento. Poi si corre. Alle 9,10 l’Airbus stacca le ruote da terra, venti minuti dopo si mangia: biscotti o salatini o cornetto, bibite o bevande calde. Servizio ottimo, massima pulizia.

Certo, per mezzo milione delle vecchie lire ci mancherebbe altro. Intanto però il piccolo ritardo è recuperato. Alle 9,55 si atterra, alle 10,01 l’Airbus si ferma e si attacca al finger, che qui c’è. Fuori dall’aereo alle 10,06, pochi metri di cammino e una sola scala mobile: alle 10,15 si è già sul taxi. Occhio al marchio sulla portiera: quelli col simbolo del Comune di Roma costano 40 euro, prezzo fisso, mentre quelli marchiati Fiumicino ne pretendono 60. «È una grana che non si risolve» dice Marco il tassista, che sull’a utostrada spinge la sua vecchia Laguna a 170 perché sa cosa l’a spetta: code e ancora code dall’Eur in poi, salvo qualche corsia preferenziale sulla Ostiense. Alla Piramide si arriva alle 10,40, da piazza Venezia cominciano i guai seri.

Corso Vittorio Emanuele è una bolgia. Si scende davanti a Palazzo Madama alle 10,58, un isolato più in là c’è piazza Navona piena di sole. Sono le 11, il viaggio è finito ma ci sono voluti anche tre quarti d’ora nel traffico di Roma: mica male, è lo stesso tempo impiegato dall’Airbus per arrivare da Milano.


(articolo di Repubblica)



Solo un commento da parte mia: qualcuno glielo dice ai due giornalisti che con Easyjet voli da Malpensa a Fiumicino con meno di 12 euro?




E che se accetti di partire da aeroporti secondari, Ryanair ti porta da Orio al Serio a Ciampino con meno di 5 euro...?


In definitiva, questo articolo riguarda solo una piccolissima fetta di viaggiatori che sono gli uomini di affari (e neanche tutti forse).
Chi vuole spendere il meno possibile di solito prende un treno in seconda classe (l'intercity, non il Frecciarossa), chi vuole arrivare più in fretta prende l'aereo a Linate con Alitalia-Airone che volano ogni trenta minuti.

Ma il rapporto tempo/prezzo con le soluzioni Easyjet e Ryanair scende vertiginosamente...
 
 

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